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L'Associazione pistoiese, che collabora con Alleanza Cattolica, si occupa di apostolato cattolico. Ha un momento formativo, rivolto ai laici cattolici, che consiste in incontri settimanali dedicati alla lettura di testi, da una parte di approfondimento spirituale e dall'altra di approfondimento culturale e storico. Ha poi un momento divulgativo che consiste nell'organizzazione di conferenze pubbliche e convegni su temi sociopolitici e culturali e alla diffusione di testi riguardanti la cultura cattolica, la migliore storiografia e la dottrina sociale della Chiesa. TUTTI I GIOVEDI' RIUNIONE SETTIMANALE ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER PER UN PENSIERO FORTE - PER RICEVERE AGGIORNAMENTI E ARTICOLI VARI - manda una email a santignaziodiloyolapistoia@gmail.com per info 3665278823 da settembre l'associazione organizza su richiesta nel territorio delle Diocesi di Pistoia e di Pescia conferenze private per gruppi parrocchiali, associaizoni e movimenti su Magistero, Dottrina sociale della Chiesa e bioetica.

martedì 17 maggio 2016

CONFERENZA FAMIGLIA, SCUOLA E SOCIETÀ DI FRONTE ALLE NUOVE SFIDE CULTURALI

CONFERENZA FAMIGLIA, SCUOLA E SOCIETÀ DI FRONTE ALLE NUOVE SFIDE CULTURALI

I circoli territoriali di Pistoia di Generazione Famiglia - La Manif Pour Tous e Comitato Difendiamo i nostri figli vi invitano Venerdì 20 maggio alle ore 21:00, presso il Palazzo del Balì a Pistoia, alla conferenza dal titolo “Famiglia, scuola e società di fronte alle nuove sfide culturali”.

L’incontro - rivolto a tutta la cittadinanza, in particolare a genitori, insegnanti e a chi opera nelle istituzioni - si propone di fare chiarezza in merito alle recenti riforme legislative riguardanti famiglia ed educazione scolastica, allo scopo di offrire un quadro analitico inerente la deriva antropologica attualmente in corso a livello sociale e culturale.

Intervengono l’Avv. Simone Pillon, membro e fondatore del Comitato Difendiamo i nostri figli, e lo scrittore Giorgio Ponte. Modera Maria Rachele Ruiu, di Generazione Famiglia - La Manif Pour Tous Italia.
Per informazioni cell. 3665278823 - facebook https://it-it.facebook.com/lmptpistoia - email pistoia@lamanifpourtous.it

GENERAZIONE FAMIGLIA -
LA MANIF POUR TOUS PISTOIA



giovedì 3 marzo 2016

CONFERENZA PRESENTAZIONE LIBRO "LIBERTA' DALLA DROGA"

Le associazioni CHARLOTTE ACVP, ALLEANZA CATTOLICA e ROTTA COMUNE
hanno organizzato una conferenza di presentazione del libro
LIBERTA' DALLA DROGA di Alfredo Mantovano, Massimo Introvigne e Giovanni Serpelloni,
giovedì 25 febbraio 2016 a Pistoia alle 21, presso la Sala Sinodale dell’Antico Palazzo dei Vescovi per gentile concessione della Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, con il contributo di TUA Assicurazioni – Agenzia generale di Pistoia, Via Fiorentina, 136, a Pistoia e della pizzeria stuzzicheria Santa Lucia, Viale Italia 36 a Pistoia.
Sono intervenuti Alfredo Mantovano, magistrato, Massimo Introvigne, sociologo, e Andrea Bartelloni, medico.

INTRODUZIONE


ANDREA BARTELLONI




ALFREDO MANTOVANO

MASSIMO INTROVIGNE

martedì 26 gennaio 2016

FAMILY DAY 30 GENNAIO

Dopo il grande successo della manifestazione del 20 giugno scorso, il comitato Difendiamo i nostri figli è pronto a organizzare la nuova manifestazione della società civile contro il disegno di legge Cirinnà che prevede le unioni civili, le adozioni di bambini da parte di coppie costituite da persone dello stesso sesso e di fatto legittima la pratica dell’utero in affitto.
Il professor Gandolfini, presidente del Comitato, ha annunciato che la manifestazione sarà dinamica: una marcia che si snoderà per le vie di Roma e avrà un numero di partecipanti di gran lunga superiore a quella precedente.
L’appuntamento è per il 30 gennaio alle 12. Per prenotarsi sui pullman da Pistoia e provincia e indicazioni precise sui luoghi e le tempistiche, che verranno date nei prossimi giorni, poiché sono in corso decisioni con le autorità comunali romane e con le forze dell’ordine, potete contattare email pistoia@difendiamoinostrifigli.it e cellulare 3665278823

giovedì 21 gennaio 2016

NO AL CARNEVALE! IO SONO CATTOLICO!

NO AL CARNEVALE! IO SONO CATTOLICO!

NO AL CARNEVALE, CULTO PAGANO SATANICO.
PROTEGGIAMO I NOSTRI FIGLI!!!




MESSAGGI DELLA MADONNA DI ANGUERA

• 6 febbraio 1988: Cari figli, non fatevi ingannare dalle cose che, secondo il parere di molti, vi porteranno gioia e felicità come, ad esempio, il carnevale. Cari figli, il carnevale è una festa diabolica, e chiunque partecipa a tale tipo di festa dà un buon aiuto a satana. Se desiderate il mio consiglio, vi dico di non prendere parte a questo genere di festa, perché è una celebrazione in cui satana è presente dall’inizio alla fine. Se sapeste cosa può succedere quando andate al carnevale, non ci andreste mai più. Rimanete nella pace.

• 16 febbraio 1993: Cari figli, sono vostra Madre e vengo dal cielo per dirvi che siete il popolo di Dio, e che per questo dovreste fuggire da ogni male. Chiudete i vostri occhi alle facili seduzioni del mondo, rinunciate alla televisione, fuggite dal carnevale, perché il carnevale è una festa satanica e, come figli di Dio, dovreste stare lontani da queste feste che offendono il Signore e attirano la Sua ira su di voi; Egli potrebbe anche abbandonarvi. State attenti. Ascoltatemi. Questo è il messaggio che vi trasmetto oggi nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

• 4 febbraio 1997: Cari figli, prendetevi cura della vostra vita spirituale e non permettete a satana d’ingannarvi. Rinunciate al peccato. Fuggite da ogni luogo dove la vostra dignità è profanata. Dite a tutti che Dio è rattristato dai così tanti errori e peccati che vengono commessi. Vi chiedo di non partecipare al carnevale. Se amate veramente il Signore, non disobbedite. Coloro che prendono parte al carnevale offendono il Signore nostro Dio. Coraggio. Rinunciate per il vostro bene. Non voglio forzarvi, ma sono vostra Madre e vi dico che Dio vi chiederà conto di tutto quello che avrete fatto in questo mondo. Il diavolo vi distrugge completamente, conducendovi a una triste cecità spirituale. Ripeto, state attenti. Guai a coloro che non ascoltano la mia voce, perché Dio non risparmierà le loro anime dalla punizione. Pregate. Siate solo di Dio. Non potete servire Dio e il diavolo. Dove volete andare? Voi sapete che il paradiso è più importane per voi. Ascoltatemi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.


(Messaggi di apparizioni mariane tuttora in corso in Brasile, al veggento Pedro Regis. Messaggi pubblicati in conformità con il decreto emanato dalla Sacra Congregazione per la Propaganda della Fede n. 58/16 e confermato da S.S. il Papa Paolo VI, che permette la pubblicazione di scritti relativi ad apparizioni soprannaturali anche senza il “nihil obstat” dell’Autorità Ecclesiastica.)

DALL'INTERVISTA DI DON LEONARDO MARIA POMPEI A PEDRO REGIS
(30 Agosto 2014)

DL quindi la Madonna è preoccupata anche per la situazione dei sacerdoti, o no? P molto, molto. Perché ultimamente il demonio sta tentando molto i sacerdoti. Perché molti sacerdoti non pregano, non hanno vita di preghiera. E per questo i sacerdoti non hanno più la forza spirituale contro il demonio e non danno l'esempio. In Brasile, ad esempio, vedi molti sacerdoti che vanno alle feste, al Carnevale... DL al Carnevale vanno i sacerdoti?!?! P sì DL i sacerdoti vanno al Carnevale?!?!? P sì DL e alle feste? P sì. E' molto grave. Molti finiscono di celebrare la Messa e a volte danno la benedizione e dicono ‘’felice Carnevale!’’. Ma la Madonna dice che il Carnevale è una festa diabolica. DL e lo sappiamo! P e che non bisogna partecipare a questo tipo di festa. DL quindi voi non festeggiate il Carnevale? P no no no no no! DL neanche i bambini fate vestire da Carnevale? P no no no no! DL la sua famiglia non fa vestire i bambini a Carnevale? P no no! DL in Italia io, grazie a Pedro, grazie alla Madonna, io ho fatto un post, l’anno scorso, dove ho denunciato il Carnevale. E le mamme “uuuuh, queste sono esagerazioni!”


NOTIZIE STORICHE SUL CARNEVALE

La tradizione del Carnevale ha radici antichissime, addirittura parliamo dei secoli di predominio Romano: infatti nel secondo libro delle georgiche Virgilio descrive una festa di contadini in onore di Bacco, con canti, tripudi e riti che richiamano, per il loro carattere propiziatorio, molte attuali feste rurali.Le orrende maschere citate da Virgilio, fatte di corteccia d'albero o scavate nel legno, sono tuttora usate dopo duemila anni in alcune aree periferiche più conservative. Se ne hanno in Sardegna e nella cerchia alpina, dalla Valdaosta alla Carnia.Secondo alcune credenze popolari, che si possono ricondurre a concezioni e riti antichissimi, nelle feste di inizio dell'anno agrario ricompaiono sulla terra le divinità e gli esseri degli inferi, i demoni. Il carnevale era una di tali feste e le maschere rappresentavano questi esseri demoniaci. Arlecchino, la più significativa delle maschere, ha la sua etimologia dalla parola holle, inferno. Arlecchino, infatti, significa “l'infernale” o addirittura “il re dell'inferno”. Per questo motivo la maschera di Arlecchino è nera e negli esemplari più antichi presenta un aspetto spaventoso. Arlecchino compare già in Dante (Inferno c. XXI e XXII), nella sua duplice valenza, demoniaca e burlesca.Anche le maschere di tutta la cerchia alpina presentano una espressione chiaramente demoniaca, nel duplice aspetto orrido e comico insieme. Giova ricordare che anche al di la delle nostre Alpi, in Svizzera come in Austria persiste lo stesso tipo di maschera carnevalesca.Un interessante esempio delle mascherate legate ai riti rurali si svolge a Perugia. Vi partecipa una vecchia donna che indossa una maschera di corteccia di albero. La donna incontra dei taglialegna che la confondono con una vecchia quercia e cercano di abbatterla nonostante l'intervento di altri personaggi. In seguito si accorgono dell'errore e cercano di rianimare la donna e chiamano il dottore. Quest'ultimo porta una maschera di legno, le scarpe di legno e una finta coda.Le maschere più conosciute in tutto il Paese sono quelle della Commedia dell'Arte, un genere teatrale che ebbe la sua fioritura dal sedicesimo al diciottesimo secolo. La particolarità dei suoi personaggi mascherati è che rimangono gli stessi nonostante i cambiamenti della vicenda: Arlecchino, Brighella, Pulcinella, Pantalone, Colombina.Oltre alla Commedia dell'Arte, in Italia è conosciuto dal XXVII il carnevale di Venezia. Il carnevale cominciava dopo Natale e finiva verso la fine di giugno. Durante questo periodo delle maschere bianche e nere potevano essere indossate dai ricchi e dai poveri senza distinzione. Ai portatori di maschere erano concessi alcuni privilegi quali, per esempio, il diritto di giocare d'azzardo dalle otto alle nove della mattina conservando il volto coperto.


CONSIDERAZIONI

Da queste brevi note storiche emerge che il carnevale è, nella sua essenza, ambiente ideale per far sguazzare satanasso... Il numero dei peccati commessi in questi giorni (specialmente impuri) è enorme... Innumerevoli santi in questi giorni facevano grandi penitenze riparatrici e più di qualcuno ha lottato strenuamente per la sua abolizione. Un nome su tutti: san Carlo Borromeo, che cercò prima di ridurre i giorni di festeggiamenti, poi di limitarne gli effetti, infine di abolirlo del tutto. In tempi di miopia ecclesiale in cui il carnevale si celebra perfino nelle Parrocchie e, purtroppo, anche in qualche Seminario (!), cerchiamo di portare sempre alta la sana allegria e gioia cristiana, che non ha bisogno di sfrenarsi e di divertimenti estremi per essere sempre viva, allietando la vita propria e altrui dalla ridondanza della vita di grazia, come disse l'Immacolata: "il mio spirito esulta in Dio... Tutte le generazioni mi chiameranno beata". Senza bisogno di alcuna carnevalata.
Questa una sintesi di ciò che fece san Carlo.
“Hora qui ricordati, Milano, le mascare, le comedie, i giuochi paganeschi, i balli, i banchetti, gli eccessi delle pompe, le spese disordinate, le risse, le questioni; gli homicidii, le lascivie, le disonestà, le mostruose pazzie e dissolutezze tue”. Così tuonava San Carlo Borromeo nel 1576, anno della peste, contro i milanesi e la loro brama di divertirsi. Anzi due anni prima l'arcivescovo era riuscito, dopo una lunga campagna contro il carnevale, a convincere i fedeli a rinunciare al “quinto” giorno in modo da far finire l'ultimo giorno di carnevale alla mezzanotte del sabato e non della domenica (il carnevale ambrosiano, tradizionalmente, è quattro giorni più lungo...).In seguito riuscì a proibire i festeggiamenti nella piazza del Duomo ma una delegazione cittadina si appellò addirittura al papa perché l'arcivescovo tornasse sui suoi passi.In questo clima si giocava la partita della vittoria piena della Quaresima sul Carnevale, che il vescovo conduceva a colpi di editti e di censure; significativamente, quello che a Milano era per tradizione l'ultimo giorno di festa doveva diventare giorno di penitenza e di astinenza.Da una parte il Borromeo dispensava indulgenze a chi si comunicasse in quella domenica, dall'altra proibiva a chiunque di circolare in maschera nei pressi delle chiese mentre vi si svolgevano le sacre funzioni. L'immagine insistentemente proposta nelle esortazioni alla coesione e all'ordine era quella di un tempio assediato dalla follia del Carnevale, al cui interno si resisteva con eroismo: “Celebravamo nella nostra chiesa Metropolitana i divini Offici…e quando predicavamo la parola di Dio et il popolo tutto che era nella chiesa con prieghi ad alta voce dimandava a Dio misericordia, strepitavano quasi su tutte le porte della chiesa, et intorno, tamburri, trombe, carozze di concorso, gridi e tumulti di tornei, correrie, giostre, mascherate.” Nel 1630, dopo la terribile peste descritta dal Manzoni nei “Promessi Sposi”, il Cardinale Federico Borromeo e il governo spagnolo cercarono di abolire quei quattro giorni in più di festa, ma purtroppo senza successo. I santi hanno lottato con coraggio. A noi proseguirne senza remore e timore, l'opera eroica e lodevole.

[ da http://dominameaetmatermea.blogspot.it/2015/02/carnevale-no-grazie.html ]
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CATTOLICESIMO INCOMPATIBILE CON CARNEVALE.
PROTEGGIAMO I NOSTRI FIGLI!

Si sente ribattere con delle affermazioni tipo: ma che c'è di male in queste feste in maschera, in questi balli, banchetti, giochi scherzosi, lancio di coriandoli ed altro?"
E invece il male c’è e un risvolto della medaglia molto triste, basti spostare lo sguardo al più grande carnevale al mondo a Rio de Janeiro e leggere il bollettino di guerra dopo i festeggiamenti: violenze carnali, omicidi, infarti, incidenti dovuti all'eccesso di alcool, ecc.
Non tutto quello che luccica è oro. Questa società ci mostra l'irreale, basti vedere la pubblicità, un bell'uomo con una donna che fanno un brindisi con liquori, magari attorniati da un atmosfera armoniosa davanti ad un caminetto, ma questa è la realtà? Chiediamolo a quei bambini che hanno come papà un alcolizzato, e perché no anche alle mogli, quanto dolore, tristezza, povertà, rovina questo è il risvolto della medaglia.
Non permettere ad un bambini d'indossare un costume di carnevale e non farlo partecipare ai vari festeggiamenti, magari proprio nell'ambito scolastico, lo farà apparire "diverso": come fare allora? Il genitore cristiano è chiamato sempre ad onorare il Signore e a coinvolgere in questo anche i propri figli: «Se vi dispiace di servire il Signore, scegliete oggi chi volete servire: se gli dei che i vostri padri servirono oltre il fiume oppure gli dei degli Amorrei, nel paese dei quali abitate. Quanto a me e alla mia casa, vogliamo servire il Signore». (Giosuè 24:15).
In Proverbi 22:6 è scritto: “Abitua il giovane secondo la via da seguire;
neppure da vecchio se ne allontanerà”. Abituare I propri figli alla Parola ed educarli perché il nome del Signore venga glorificato: "Ogni cosa è lecita ma non ogni cosa è utile; ogni cosa è lecita ma non ogni cosa edifica" (1 Corinzi 10:23).
Naturalmente come genitori cristiani siamo chiamati ad istruire i nostri figli nella volontà di Dio, anche se veniamo considerati dalle persone antiquate e incapaci di rimanere al passo con i tempi, poiché la nostra preoccupazione non è quella di rimanere indietro con la società, ma di seguire Gesù Cristo il Signore in ogni cosa: «cercate ciò che è gradito al Signore, e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente» (Efesini 5:10,11).
L’allegrezza artificialmente prodotta non è che un autoinganno e un mezzo del diavolo per condurre la gente ad una falsa felicità: alla rovina. Battute oscene, alcool e sfrenata allegria non portano mai gioia e pace al cuore. Ora, la vera gioia non viene da queste mascherate, o “scherzi” temporanei, ma dall'accettare Cristo come Salvatore. “Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10:10). Gesù può cambiare il lutto in gioia, il dolore in allegrezza, per questo è venuto nel mondo ed è morto sulla croce, per salvare l'uomo dalla perdizione eterna e compiere il progetto del Padre.
Di questa gioia, Gesù dice: “vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia” (Gv 16:22,23). Può esservi gioia maggiore di quella di una persona che si libera del male, che ottiene il perdono dei peccati ed è in comunione col Signore?
C'è un personaggio della Bibbia che ad un certo punto fece il buffone per dei popoli pagani: Sansone, e lo Spirito di Dio lo investì.
Come cristiani desiderosi di vivere secondo la volontà di Dio, non vogliamo più vivere secondo il mondo: “non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto” (Romani 12:2); ma “come figli obbedienti, non conformatevi ai desideri d'un tempo, quando eravate nell'ignoranza” (1 Pietro 1:14).
Come credenti, redenti dal Sacratissimo Sangue di Cristo, non abbiamo certamente bisogno s'indossare un "costume" per "divertirci o per svagarci un po'", perché il nostro desiderio è rispecchiare il carattere di Cristo in tutta la nostra condotta: “Chi è saggio e accorto tra voi? Mostri con la buona condotta le sue opere ispirate a saggia mitezza” (Giacomo 3:13).
I discepoli di Gesù avrebbero partecipato ad un carnevale? Non hanno forse lasciato scritto come ammonimento: “quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi; lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità: cose tutte sconvenienti. Si rendano invece azioni di grazie! Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro - che è roba da idolàtri - avrà parte al regno di Cristo e di Dio. Nessuno vi inganni con vani ragionamenti: per queste cose infatti piomba l'ira di Dio sopra coloro che gli resistono. Non abbiate quindi niente in comune con loro. Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate ciò che è gradito al Signore, e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare. Tutte queste cose che vengono apertamente condannate sono rivelate dalla luce, perché tutto quello che si manifesta è luce. Per questo sta scritto: «Svègliati, o tu che dormi, dèstati dai morti e Cristo ti illuminerà». Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta, comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi; profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi”. (Lettera di S. Paolo agli Efesini 5:3-17).
Quale soluzione? Camminate nello Spirito Santo e non adempirete i desideri della carne.
Il Carnevale non è forse un tetro grido di un uomo che vorrebbe fabbricarsi da solo?
Noi siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio, ognuno unico e irripetibile; solo Gesù può riempirci di pace e di gioia vera. Carnevale è il grido disperato dell'umanità per qualcosa che ha perduto e che si ostina a non ricercare, cioè la gioia in Dio.
Non ho ancora conosciuto qualcuno che sia divertito e sia diventato davvero felice con il carnevale, tutto il contrario. Ma conosco persone che sono diventate veramente felici, perchè il loro sguardo si è volto al Signore! Il carnevale dà un’allegrezza illusoria, "fabbricata", sbagliata, pericolosa e triste. Solo chi cerca le cose di Dio trova,in Gesù Cristo, la gioia, una gioia del cuore che continua anche durante i giorni difficili e che cresce fino a completezza, quando saremo con Lui per l'eternità. Perciò in 1Pietro 1:8 è scritto “voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa”.

[ da http://nostrasignoradianguera.blogspot.it/2013/01/il-carnevale-e-una-festa-satanica-e.html ]
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«Il Carnevale di Rio de Janeiro è partito oggi ufficialmente, distribuiti più di 3 milioni di preservativi. Domenica il grande spettacolo nel sambodromo di Oscar Niemeyer. Vip: a Rio è atteso Carl Lewis e a Salvador il calciatore brasiliano Neymar».

[da quotidiano.net 18/02/2012 ]
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IL CARNEVALE
di Veglio Jugovac

L’apostolo Paolo ha scritto “Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste” (Galati, 5:16-17). Questa verità si può provare con particolare chiarezza durante il carnevale, perché in questo periodo, mentre si festeggia e asseconda i desideri della carne, ogni anno gli uomini e le donne spirituali si rattristano per quello che vedono intorno a loro, come il giusto Lot si rattristava in Sodoma. La parola stessa lo anticipa: la carne vale, cioè in qualche modo prevale sullo spirito.
Nell’anno liturgico della Chiesa cattolica, il carnevale è considerato un tempo di preparazione alla Quaresima, periodo in cui si iniziava l'astinenza dalle carni. Prima dell’astinenza, la religione prevede un tempo di sfogo della carne. Prima del Mercoledì delle ceneri, il Martedì grasso. Così, se l’etimologia della parola rimanda alla carne come alimento, nella realtà ciò che purtroppo sta (quello che viene percepito e che conserva l’uso della parola) è proprio una licenza ad esprimere la propria carnalità, cioè il soddisfacimento dei propri desideri della carne.
Considerando il calendario e certe altre coincidenze esteriori si potrebbe ravvisare una somiglianza tra la festa del carnevale e quella biblica di Purim, ma guardando più in profondità si vede chiaramente che, a differenza di Purim, il carnevale è una festa che ha ben poco a che vedere con la liberazione del popolo di Israele dai suoi nemici. Tantomeno, con la Passione e la morte del Signore Gesù che dovrebbe essere ricordata nella Quaresima. Il Carnevale trae infatti la sua origine dai Saturnali, una orgiastica festa pagana dell'antica Roma dedicata al dio Saturno. Gli antichi romani si abbandonavano a festeggiamenti che iniziavano con un generoso banchetto pubblico, poi seguivano feste di vario genere, che si protraevano per sette giorni e spesso sfociavano in eccessi. Durante i Saturnali tutto era consentito, in particolare lo scambio dei ruoli, con abiti altrui. Gli schiavi venivano serviti dai cittadini liberi o dai padroni stessi e potevano concedersi ogni libertà. Vigeva la sospensione delle leggi che regolavano i rapporti umani e sociali. La plebe si concedeva ogni genere di lascivia e mancanza di buoni costumi. Qualcuno li ha descritti come: "giorni di esplosione di rabbia e di frenesia incontrollata, di un'esuberanza festaiola che spesso degenerava in atti di intemperanza e di dissolutezza". L'uso delle maschere, inoltre, garantisce una certa misura di anonimato, e favorisce quindi l’impunità.
Similmente, anche il carnevale è espressione, per antonomasia, di pazza trasgressione, abolizione dei buoni costumi o loro temporanea sospensione, per dare sfogo ai propri desideri. Così, anche oggi la pubblica autorizzazione ad assecondare i desideri della carne porta a un temporaneo stravolgimento degli schemi della società, con tipici comportamenti come mascherarsi, travestirsi, fare i buffoni, darsi al divertimento per il puro gusto del divertimento, fare pazzie e scherzi di ogni genere, abbandonarsi a sconcezze e oscenità. Il fatto stesso di mascherarsi esprime una insoddisfazione e rifiuto delle proprie condizioni abituali. Nel travestirsi si desidera mascherare la propria identità e liberarsi dalle proprie inibizioni, del vincolo della realtà. Tutto questo baccano e confusione esprimono la mancanza di senso della vita di coloro che non hanno ancora conosciuto la salvezza. Ma se si tratta di noi, non dobbiamo guardare con indulgenza e comprensione a questi comportamenti, come se anche noi avessimo da manifestare le stesse passioni. Le espressioni caratteristiche del carnevale (oscenità, ubriachezze, gozzoviglie, adulterii, fornicazioni, travestimenti, per non parlare delle risse e delle violenze) mostrano chiaramente che lo spirito che presiede a questi festeggiamenti è uno spirito diabolico e malvagio. Queste manifestazioni: “fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere”; Dio le definisce “opere della carne”; circa queste cose vi preavviso – ammonisce l’apostolo Paolo - che chi le compie non erediterà il regno di Dio”, non sarà salvato (Galati, 5:19-21).
Dio è amore e questi comportamenti sono peccati che non si possono conciliare con la sua natura pura e santa. La Parola di Dio ammonisce: “non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio” (I Corinzi, 6:9-10).
Coloro che sono consapevoli di non vivere secondo la volontà di Dio con questi festeggiamenti e questa pazza allegria vorrebbero esorcizzare la morte, consci di andarvi incontro. La sacra Bibbia esprime bene questo sentimento: "Ecco invece si gode e si sta allegri, si sgozzano buoi e si scannano greggi, si mangia carne e si beve vino: «si mangi e si beva, perché domani muoriamo!»” (Isaia, 22:13). L’apostolo Paolo che, prima di venire condannato a morte perché cristiano, per vari anni ha dimorato come prigioniero a Roma e ha visto con i propri occhi queste forme di paganesimo, scrive ai cristiani: “vi dico dunque e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani nella vanità della loro mente, accecati nei loro pensieri, estranei alla vita di Dio a causa dell'ignoranza che è in loro, e per la durezza del loro cuore. Diventati così insensibili, si sono abbandonati alla dissolutezza, commettendo ogni sorta di impurità con avidità insaziabile” (Efesini, 4:17-19). Per quelli che si sono convertiti a Gesù Cristo aggiunge un’ulteriore esortazione:“non abbiate quindi niente in comune con loro. Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate ciò che è gradito al Signore, e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare” (Efesini,  5:7,13). Altrove, scrive ancora: “mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quella avarizia insaziabile che è idolatria, cose tutte che attirano l'ira di Dio su coloro che disobbediscono. Anche voi un tempo eravate così, quando la vostra vita era immersa in questi vizi. Ora invece deponete anche voi tutte queste cose: ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca. Non mentitevi gli uni gli altri. Vi siete infatti spogliati dell'uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova, per una piena conoscenza, ad immagine del suo Creatore” (Colossesi, 3:5-11).
I cristiani che desiderano partecipare ai divertimenti del carnevale si domandino se hanno davvero rinunciato ai piaceri del mondo. Si ricordino poi che anche la stoltezza – cioè l’insensatezza – è elencata dal Signore Gesù tra le cose cattive che “«ciò che esce dall'uomo, questo sì contamina l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive (Marco, 7:20,21). I discepoli di Cristo, invece, si riconoscono dal frutto che portano, e “il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c'è legge. Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito” (Galati, 5:22-26). “La carità… non manca di rispetto” (I Corinzi, 13:4,5).
Cari fratelli, ricordiamoci sempre quello che ci dice l’amore del nostro Signore: “entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; [14]quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!” (Matteo, 7:13-14).

[ da http://nostrasignoradianguera.blogspot.it/2013/01/il-carnevale-e-una-festa-satanica-e.htmll ]

mercoledì 14 ottobre 2015

APPUNTI PER IL SINODO: QUELL’ENORME INGOMBRANTE NARCISISMO

Il problema della famiglia è il gender? Diciamo il gender è quello più grosso, ma non si spiegherebbe il fatto che una teoria così stupida faccia breccia se n0n si considerano i problemi all’origine.
Sì! proprio “all’origine”! Ho la netta impressione che l’uomo d’oggi sia affetto da un secondo peccato originale: il ‘68. Il momento cioè in cui la Rivoluzione si è “popolarizzata”. Non più un’elite, ma un partito popolare di massa: ovviamente spinto da un’elite ma tale spinta si è sempre più ridotta, ormai il popolo cade da sè per inerzia su quel piano inclinato con pendenza considerevole che è la Modernità.
Per diffondere un’ideologia stupida ci vogliono degli utenti stupidi, oppure basta “macchiare” la capacità di giudizio di questi utenti. Un pazzo può sapere leggere, scrivere e contare ma legge, scrive e conta fantasmi della mente e non la realtà. Purtroppo ne ho anche avuto esperienza concreta per cui fidatevi. Si può chiedere a un’elite di fare come se due più due facesse cinque, ma non a un popolo. Quindi l’unico modo è costruire il diritto al 5 contro il potere e i padroni e allora anche se abbiamo 4 sarà 5 comunque!
Il serpente di oggi ha perciò detto: “Bene, con l’abero della conoscenza è andata male ma possiamo rimediare con un piccolo escamotage. Anche se non si può essere come Dio, possiamo slegarci ed essere così slegati da tutti e da tutto che alla fine saremo veramente dei. I nostri desideri saranno diritti, i nostri peccati saranno vanti. Chiunque ci rimproverà qualcosa dovrà essere rieducato a benedire il nostro errore. Perchè chi accetterà sarà accèttato, chi non accetterà sarà accéttato”.
Nessuno ne è immune: Quella generazione passata dal 68 si è fatta scalfire e ogni insegnamento ricevuto, ogni esperienza raccontata portano quella disgraziata peste di egocentrismo e di narcisismo. Mi faccio da me. Sì certo sei un meccanico, modellista, cuoco, tecnico informatico, macellaio, ortolano, allevatore, storico, avvocato, linguista, devo continuare? Ma soprattutto come hai fatto dalla culla a ritrovarti qui, ora, così!?
Ma niente, si parla al vento. Ognuno “si fa da sè”, vive nell’indipendenza e nell’emancipazione totale salvo chiedere prestiti in qua e là per i suoi piaceri.
Avrà allora sì bisogno di un cuoco, modellista, ma anche albergatore, cameriere, ecc ecc. Ma soprattutto avrà bisogno bada caso di carne della sua carne e di sangue del suo sangue.
Qui, proprio qui casca l’asino! “Anche se non si può essere come Dio, possiamo slegarci ed essere così slegati da tutti e da tutto che alla fine saremo veramente dei”.
Non fa una piega, ma il nostro secondo peccato originale ci divide in due: da una parte abbiamo i desideri diventati diritti e anche quelli più bassi prevalgono su tutto. Dall’altra abbiamo il bisogno di amore. Ma qui mi permetto di dire: bisogno di amore, non l’Amore. Non ci può essere amore nel narcisismo totale.
Quando qualcuno riesce ad affrancarsi dall’egoismo individualista allora può arrivare l’Amore. Ma finchè le categorie con cui si parla sono quelle del narcisismo non ci può essere innanzitutto una coscienza rettamente formata e poi non ci può essere l’Amore.
Non bisogna dare niente per scontato ed è importante non insegnare a contare ma a guardare la realtà, chiamando le cose con il proprio nome.
Non è tanto l’ascolto, l’azione, ora è il momento dello sguardo. Guardare la realtà, guardare in faccia a Dio. Niente più specchi, niente più persone usate come specchi!
Pietro è San Pietro perchè dopo aver tradito ha colto lo sguardo di Gesù e allora ha pianto e ha ripetuto tre volte che Lo amava. La successione degli eventi è molto importante: “ti difenderò dovessi morire” “non lo conosco” sguardo, pianto, “Ti amo”.
Se non abbiamo Dio davanti ai nostri occhi ma solo l’ego, possiamo fare buoni propositi e poi tirarci indietro. Potremmo anche trovarci da soli con noi stessi e le nostre colpe e non saper piangere nè dire “Ti amo”. Questo è il motivo per cui uno degli apostoli non è fra i santi...
Una famiglia cresce male in un mondo di “slegati”. Cresce male in un mondo dove fa tutto lo Stato e lo devi mantenere con una tassazione gravosa.
Se l’ego non si tira indietro e lascia il posto a Dio ci sarà poco da fare. Se lo Stato non si tira indietro e non si mette al di sotto di Dio e limitato dai corpi sociali ci sarà poco da fare.
La ricetta contro questo secondo “peccato originale” ce l’abbiamo già. Occorre cercare Dio prima di tutto, come fece San Benedetto fra le macerie di un mondo, tutto il resto ci sarà dato in sovrappiù.

FESTA DEL SANTO ROSARIO E MEMORIA BEATO CARLO D'ASBURGO A PISTOIA

L'Associazione Madonna dell'Umiltà in collaborazione con Alleanza Cattolica, Charlotte - Associazione Culturale per la Via Pulchritudinis e l'associazione Sant'Ignazio di Loyola - Pistoia promuovono per la memoria del Beato Carlo d'Asburgo imperatore la Santa Messa in rito romano antico presso la chiesa di Sant'Ignazio di Loyola Parrocchia dello Spirito Santo a Pistoia, alle ore 21:15.
Carlo I d'Asburgo nacque nel 1887 in Austria, ebbe un grande amore per la Santa Eucaristia e per il Cuore di Gesù. Nel 1911 sposò la Principessa Zita di Borbone (Serva di Dio) e, mentre imperversava la Prima Guerra Mondiale, con la morte dell'Imperatore Francesco Giuseppe, divenne Imperatore d'Austria. Assunse questo compito come una via per seguire Cristo: nell'amore per i popoli a lui affidati e nel dono della sua vita per loro. Cercò di arrivare alla pace, nonostante l'ostinazione delle altre potenze e organizzazioni sociali. Dopo la guerra l'Impero austro-ungarico si frantumò e Carlo cerco con metodi pacifici di riprendere il trono di Ungheria, ma fu fatto prigioniero dal governo ungherese e consegnato agli inglesi, i quali lo condussero insieme alla moglie Zita ed ai figli nell’isola portoghese di Madeira. Lì, in stato di indigenza, trovò alloggio in una villa isolata denominata ‘Villa Quinta do Monte’, che non poteva essere riscaldata. A causa del clima umido e freddo del monte, Carlo si ammalò di una complicata polmonite; il suo cuore già debole non superò la malattia e quindi morì il 1° aprile 1922. Sia nella vita privata che in quella pubblica, Carlo aveva cercato in modo sempre più perfetto di ubbidire alle leggi di Dio e della Chiesa, vivendo in modo straordinario le virtù cristiane.
Dotato di una fortissima coscienza di responsabilità sociale, conduceva anche una vita ricca di preghiera. Divenuto sovrano, soppresse le manifestazioni sfarzose della vita di corte e vi introdusse uno stile di vita decisamente sobrio. E' stato beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 3 ottobre 2004.

giovedì 4 giugno 2015

Unioni civili. «Una legge impresentabile»: 58 intellettuali scrivono al Parlamento

Unioni civili. «Una legge impresentabile»: 58 intellettuali scrivono al Parlamento. Un comitato di parlamentari risponde
Roma, 3-6-2015 (l.c.) Unioni civili, «una legge impresentabile». Lo scrivono a deputati e senatori 58 intellettuali, che firmano una lettera promossa dal sociologo Massimo Introvigne, presidente dei comitati Sì alla famiglia, e dal magistrato Alfredo Mantovano. I firmatati affermano che per raggiungere l’obiettivo condiviso di una società rispettosa e aperta nei confronti delle persone omosessuali lo strumento più adeguato è un testo unico - sul modello di quello presentato in Parlamento da Sacconi e Pagano - che elenchi i diritti e doveri che derivano dalle convivenze in materia di visite in ospedale, in carcere, locazioni e così via. La proposta Cirinnà sulle unioni civili propone invece un istituto sostanzialmente uguale al matrimonio, già aperto alle adozioni in alcune ipotesi. Come insegnano altri Paesi europei, afferma la lettera, con la Cirinnà saranno comunque i giudici, europei o italiani, a introdurre le adozioni senza limiti, e chiamare «matrimonio» qualcosa che nella sostanza lo è già sarà solo questione di tempo. Tra i firmatati, nomi noti del mondo cattolico - dalla giornalista Costanza Miriano a Maria Luisa Di Pietro e al neurochirurgo Massimo Gandolfini, dal presidente di sezione della Corte di Cassazione Mario Cicala all’economista Ettore Gotti Tedeschi, passando per i presidenti dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, dell’Associazione Medici Cattolici Italiani e di Scienza & Vita - ma anche tanti accademici di ogni orientamento religioso ed esponenti delle comunità ortodosse, protestanti di orientamento conservatore (molti i pentecostali), avventiste, mormoni, tra cui il presidente dell’Alleanza Evangelica Italiana.
La lettera è consegnata il 3 giugno nella sede romana dei comitati Sì alla famiglia ai parlamentari che hanno risposto ai precedenti manifesti di Sì alla famiglia costituendo un Comitato dei parlamentari per la famiglia, che è presentato oggi e che alla Camera ha finora raccolto una sessantina di deputati, mentre ha iniziato le attività anche al Senato. La lista degli aderenti sarà pubblicata nei prossimi giorni sul sito www.siallafamiglia.it
Sì alla famiglia aderisce pure alla manifestazione nazionale annunciata per il 20 giugno, di cui diversi membri del comitato promotore firmano la lettera.

All.to: Lettera ai parlamentari, con elenco dei firmatari
Onorevoli Senatori e Deputati,
Sentiamo dire da molti di voi che un'Italia veramente accogliente deve esserlo anche nei confronti dei suoi cittadini omosessuali. Lo pensiamo anche noi. Facciamo nostro l'invito di Papa Francesco a non giudicare né discriminare le persone omosessuali in quanto persone. Sosteniamo le proposte di legge che consolidano sotto forma di testo unico i diritti e i doveri che derivano da ogni convivenza in materia di visita in ospedale o in carcere, diritto all'abitazione e così via.
La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha stabilito che non costituisce discriminazione riservare l'istituto del matrimonio e le adozioni alle sole coppie formate da un uomo e da una donna. La stessa Corte ha però sancito che, una volta introdotte unioni civili fra persone omosessuali analoghe al matrimonio, escludere l'adozione costituisce una discriminazione illecita.
Il Parlamento è chiamato a pronunciarsi sulla proposta cosiddetta Cirinnà sulle unioni civili. Come ha detto il «padre spirituale» di questa proposta, il sottosegretario Scalfarotto intervistato da «Repubblica» il 16 ottobre 2014, «l'unione civile non è un matrimonio più basso, ma la stessa cosa. Con un altro nome per una questione di realpolitik».
Alcuni di voi si dichiarano favorevoli alle unioni civili, purché non includano le adozioni e non si chiamino matrimonio. Ma – premesso che il ddl Cirinnà contiene già una significativa apertura alle adozioni, con la previsione della stepchild adoption, introduce un vero e proprio «rito» simile al matrimonio per l’avvio di una unione civile e richiama per questa le norme del codice civile che valgono per il matrimonio –, una volta introdotte le unioni civili, è certo che i giudici europei – o quelli italiani prima di loro – imporranno rapidamente per tutti le adozioni in nome del principio di non discriminazione. E, come la Francia, l'Inghilterra, l'Irlanda dimostrano – e la Germania è sulla stessa strada – una volta introdotta la «stessa cosa» del matrimonio, benché sotto diverso nome, la stessa opinione pubblica non comprenderà più perché non si chiami matrimonio.
Se dunque siete contrari al matrimonio e alle adozioni, dovrete riconoscere i diritti e i doveri dei conviventi omosessuali tramite uno strumento che non usi l'espressione «unioni civili» e che non sia la «stessa cosa» del matrimonio.
Con i migliori saluti,
Massimo Introvigne – Sociologo, vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica e presidente nazionale dei Comitati Sì alla famiglia
Alfredo Mantovano – Magistrato, vice-presidente del Centro Studi Rosario Livatino
Mario Adinolfi – Direttore de La Croce
Domenico Airoma – Magistrato, vice-presidente del Centro Studi Rosario Livatino
Gianfranco Amato – Avvocato, presidente dei Giuristi per la Vita
Luigi Amicone – Direttore di Tempi
Valter Boero – Professore di Chimica dell'Università di Torino, vice-presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Piemonte
Pietro Bolognesi – Teologo evangelico
Filippo Boscia – Presidente nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani
Francesco Botturi – Ordinario di Filosofia morale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Giuseppe Cantello – Responsabile di Porte Aperte, Italia Sud
Enzo Paolo Caputo – Pastore della Chiesa cristiana avventista del 7° giorno in Sicilia
Dario Caroniti – Professore associato di Storia delle dottrine politiche, Università di Messina
Carlo Casini – Presidente onorario del Movimento per la Vita
Ambrogio Cassinasco – Sacerdote ortodosso, Torino
Giancarlo Cerrelli – Avvocato, vice-presidente centrale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani
Demetrio Chiatto – Musicista e docente di chitarra
Mario Cicala – Magistrato
Giacomo Ciccone – Presidente dell’Alleanza Evangelica Italiana
Stefano Maria Commodo – Avvocato, presidente dell'Istituto Piemontese di Studi Economici e Giuridici
Leonardo De Chirico – Teologo evangelico
Maria Luisa Di Pietro – Docente di Bioetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
Marco Dipilato – Vice-presidente dell’AGESC di Milano e Monza-Brianza
Adriana Falsone – Giornalista
Pasquale Foca – Pastore della Chiesa Cristiana Evangelica della Riconciliazione di Reggio Calabria
Massimo Gandolfini – Neurochirurgo e psichiatra, vice-presidente nazionale di Scienza & Vita
Luca Giordano – Avvocato, Palermo
Roberto Gontero – Presidente nazionale dell’AGESC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche)
Ettore Gotti Tedeschi – Economista
Alessandro Iovino – Scrittore e presidente della Christian House
Marco Invernizzi – Direttore de La Roccia e conduttore di Radio Maria
Giampiero Leo – Ufficio di direzione del Manifesto per Torino
Giacomo Loggia – Pastore della Chiesa Cristiana Pentecostale di Gela
Francesco Lombardo – Avvocato e docente di diritto canonico
Emanuela Lulli – Medico, segretaria nazionale di Scienza & Vita
Ermanno Malaspina – Professore associato di lingua e letteratura latina dell’Università di Torino
Chiara Mantovani – Medico, consigliere nazionale di Scienza & Vita
Paolo Marchionni – Medico, consigliere nazionale di Scienza & Vita
Mauro Mazza – Giornalista e scrittore
Costanza Miriano – Giornalista
Assuntina Morresi – Professore di Chimica Fisica dell’Università di Perugia e componente del Comitato Nazionale di Bioetica
Claudia Navarini – Professore associato di Filosofia morale dell’Università Europea di Roma
Stefano Nitoglia – Avvocato, coordinatore dei Comitati Sì alla Famiglia del Lazio
Giuseppe Pasta – della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni
Felice Petraglia – Direttore della Clinica ostetrica e ginecologica della Scuola di specializzazione dell'Università di Siena e consigliere nazionale di Scienza & Vita
Simone Pillon – Avvocato e consigliere nazionale del Forum delle Associazioni Familiari
Renzo Puccetti – Medico e docente di bioetica
Pierluigi Ramorino – Presidente dell’Associazione Nonni 2.0
Paola Ricci Sindoni – Ordinario di Filosofia dell’Università di Messina, presidente nazionale di Scienza & Vita
Mauro Ronco – Ordinario di Diritto Penale nell’Università di Padova, presidente del Centro Studi Rosario Livatino
Giacomo Samek Lodovici – Docente di Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e consigliere nazionale di Scienza & Vita
Giuseppe Scaringella – Presidente nazionale della Missione Cristo Regna Italia
Gianluca Segre – Docente di storia e filosofia, presidente dell’AEC - Associazione per le attività educative e culturali di Torino
Nazzareno Ulfo – Pastore della Chiesa battista riformata «Sola Grazia»
Filippo Vari – Ordinario di Diritto Costituzionale dell’Università Europea di Roma
Giorgio Zappacosta – Commercialista, già Segretario generale della Federcalcio
Vladimir Zelinskij – Sacerdote ortodosso, scrittore
Giuseppe Zola – Coordinatore del Comitato Famiglia Educazione Libertà
Roma, 3 giugno 2015
Per informazioni: www.siallafamiglia.it
info@siallafamiglia.it Tel.: 349-5007708